Le Chiese di Piraino

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(a cura dell’Arch. Roberta Stancampiano)

Essendo piuttosto vasto il territorio del Comune, molte erano le chiese nel passato e molte rimangono ancor oggi; qui verranno citate solo quelle più antiche e più importanti del centro di Piraino.
Per i motivi storici di cui sopra si é detto la chiesa più importante è  quella di “S. Maria de Medio Augusto” o “de Gratiae”, normalmente conosciuta come “la Batia”, la quale si scorge facilmente dalla strada rotabile in una curva proprio sotto una roccia sulla quale poi comincia ad annidarsi il paese. Essa trovasi sotto il vincolo della Soprintendenza ai beni culturale di Messina la quale sta lavorando per ricerca e restauro; i primi affreschi probabili del XIII* e XIV* secolo, già restaurati, si potranno visitare nella chiesa “della Catena”, al centro del paese; altri ancora dovranno essere staccati e restaurati.
La Chiesa Madre o “Santa Maria” trovasi al centro del paese con davanti una piazzetta. La costruzione attuale risale al 1500; al centro dell’arcata che fronteggia l’altare maggiore è incisa la data 1585. L’impianto originario è a croce latina. Mentre una navata secondaria è stata aggiunta nel 1700. Ma l’attuale costruzione è certamente un sovrapposizione alla piccola primitiva Chiesa di Santa Maria di cui si hanno documenti già dai primi anni del 1200.
Essa conserva apprezzabili opere d’arte, argenti ed arredi sacri di notevole ed artistico interesse: una tela dipinta da Rosalia Novelli (1960/1963) riproducente S. Rosalia; un dipinto riproducente S. Nicola di Bari del XV° secolo; un dipinto raffigurante S. Francesco di Paola del XVI° secolo, un altare col le statue della Sacra Famiglia del 1700;una grande croce lignea con tutti i simboli della crocefissione del XVI* secolo; un altare scolpito in legno dorato con dietro un bell’organo dei primi anni  (1600/1700);l’altare con l’urna reliquiaria di S. Bruna dietro un’artistico cancello in ferro battuto del secondo 1600 fatto costruire dal Duca Vincenzo Denti: un dipinto raffigurante S.Orsola e le sue ancelle datato 1618, opera del pittore catanese Francesco Ferlito; in sacrestia sono esposti dipinti in olio di alcuni degli arcipreti di Piraino ed appositi armadi contengono i registri di battesimo, di morte etc. a datare dalla seconda metà del 1500, nonché argenti e paramenti sacri di grande valore artistico del 1660, 1700, 1800.
Attraverso una botola nel pavimento, di fronte all’altare di S. Bruna si accede alle catacombe fatte costruire dall’Arciprete Scalenza nel 1771, oggi perfettamente restaurate, ove sono esposti gli scheletri degli arcipreti.
Altra chiesa di notevole interesse è quella di S. Caterina, situata all’estremo limite del paese, su un’altura che consente una stupenda visione del Tirreno e delle Eolie. E’ chiesa parrocchiale dal 1619, ma il suo impianto, a tre navate, con colonne monolitiche, risale almeno al 1400. Al centro ed in alto è collocata la statua in marmo biaco, di stile Gaginiano, di S. Caterina d’Alessandria; la chiesa è cosparsa di opere d’arte, di statue e di tele. Attaccato alla chiesa, a cui si accede attraverso una porta sul lato sinistro, è il Santuario del SS. Ecce Hono  la cui pregevole e veneratissima statua viene portata in processione durante una festa che viene celebrata in ottobre.
La chiesa dedicata a S. Francesco è parte integrante del convento dei Minori Osservanti;il complesso architettonico con tutto il chiostro è stato di recente restaurato; nella chiesa, oltre ad altre opere, é conservata una statua Gaginiana della Madonna; notevoli sono gli stucchi in gesso del secondo 1600.
La chiesa “del Rosario”, quasi all’ingresso del paese, si chiamò anticamente “della SS. Trinità” e servì per diverso tempo quale chiesa principale; fu incendiata e distrutta nella metà del 1500 durante il corso di una invasione di pirati saraceni. Il suo campanile è quattrocentesco. All’interno, fra le altre opere d’arte, primeggia un sontuoso e artistico altare scolpito in legno, col gruppo della Madonna del Rosario .
La chiesa di S. Maria della Catena si trova più avanti, quasi al centro del paese, non lontana dal palazzo ducale; pur non avendo grandi caratteristiche artistiche, trattasi di una costruzione seicentesca che ha il pregio di custodire, guardati da un impianto di sicurezza, gli affreschi provenienti dalla chiesetta della “Batia”.

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